Introdotta norma Uni per la figura del Progettista sociale

Tra le tante figure professionali operanti in nel terzo settore, quella del progettista sociale rappresenta quella particolarmente strategica.

Una figura particolarmente poliedrica con competenze di differenti tipologia e che opera in qualsiasi tipologia di non profit.

Finalmente, anche il progettista sociale, ha una norma che regolamenta la sua professione portando innovazione nel settore.

Dopo una intensa fase di preparazione e studio congiunto tra tutte le parti interessate, è stata, infatti, introdotta la norma UNI 11746:2019 denominata “Attività professionali non regolamentate – Progettista Sociale – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza,

Per la prima volta in Italia e in Europa c’è una norma che identifica e regola le specificità di questo profilo, gli ambiti di attribuzione e le sue competenze, nonostante si calcoli che ce ne siano 16.000 in Italia (operanti non solo nel Terzo Settore, ma anche nell’ Amministrazione Pubblica e nell’Impresa), a cui vanno ad aggiungersi soggetti per i quali il ruolo si confonde con quello del fundraiser.

“Il progettista sociale è il professionista che non può mancare mai, perché non si ha missione sociale senza progettazione sociale”

Forum Nazionale del Terzo Settore, PMI® Central Italy Chapter, Ministero del Lavoro/Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro-ANPAL e Associazione Italiana Progettisti Sociali-APIS, in coordinamento con UNI-Ente Italiano di Normazione si sono riuniti al tavolo di lavoro per introdurre questa novità che sicuramente porterà un’evoluzione del terzo settore.

Ma chi è il progettista sociale?

Il progettista sociale è “un operatore specializzato che sviluppa e concorre alla realizzazione di progetti sociali, assumendosene la responsabilità di processo: ideazione, pianificazione, redazione, gestione, controllo e monitoraggio, valutazione di risultato e di impatto, rendicontazione”.

Svariate le sue competenze: dalla conoscenza della normativa di riferimento al project management, dal diritto amministrativo alla pianificazione finanziaria. Questo gli consente di offrire un valore aggiunto alla non profit, perché in grado di attivare e mettere in sinergia di risorse, capacità e disponibilità potenzialmente presenti e di sviluppare iniziative.

Di questo grande successo potranno beneficiare tutti, non solo gli operatori, ma anche le realtà del non profit che si avvarranno di figure ancor più specializzate, oltre agli stessi cittadini che potranno beneficiare del welfare sia pubblico che privato.

Il terzo settore continua ad evolversi, continuando a confermarsi tra gli ambiti in crescita.



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