Non tutti i talent vengono per nuocere

Special Stage, questo il nome del format creato da Ugo Vivone con la sua onlus Officine Buone. Un bel progetto nato per dar vita ad un vero è proprio talent, come quelli della tv. Questa volta, però, i ragazzi che sognano il proprio futuro nel mondo della musica devono esibirsi in una location inedita: in ospedale, davanti ai pazienti.
Ebbene sì, idea bizzarra, ma dal gran cuore quella di questo giovane calabrese, appassionato di musica che, trasferitosi a Milano ha dato vita a questo grande progetto.
38 gli ospedali coinvolti, di cui 2 londinesi.
Uno dei format più discussi negli ultimi anni riesce, finalmente, a mettere tutti d’accordo trasformandosi in una strumento straordinario, attraverso il quale i giovani fanno volontariato negli ospedali e sviluppano le proprie doti artistiche.
La giuria composta per metà di chi è in ospedale in quel momento, quindi pazienti, medici e infermieri; l’atra metà da una giuria tecnica di personalità importanti della musica (da Caterina Caselli a Ornella Vanoni, fino a Brunori Sas).
Grande l’entusiasmo suscitato che ha portato a partecipare già 300 ragazzi, creatori di una community molto forte, unita da questo impegno sociale. Premiato 2 anni fa come miglior festival italiano, Special Stage a settembre sarà anche una serie tv su MTV. Un modo per raccontare il progetto attraverso la storia di un ragazzo che si trasforma in volontario dopo essersi innamorato di una dottoressa.
Il progetto rappresenta un caso studio perchè in grado di autosostenersi grazie al lavoro volontario di ogni persona che mette a disposizione gratuitamente professionalità e attrezzature. La Siae ha, inoltre, riconosciuto in Special Stage un sostegno agli artisti emergenti e si preoccupa di mettere a disposizione (gratuitamente) i palchi necessari in ogni ospedale.
Il payoff di Officine buone la dice lunga con il suo “dona il tuo talento”. Perchè, in fondo, il proprio talento rappresenta un dono prezioso.


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