Lo sviluppo dell’impatto sociale del non profit

Da sempre ci impegniamo ad analizzare e a promuovere il ruolo sempre più cruciale degli Enti non profit nella società odierna.

In occasione del Premio Eubiosia 2018, lo scorso 20 novembre, la presidente di Fondazione Ant, Raffaella Pannuti, ha lanciato un messaggio forte a tal proposito, riaccendendo i riflettori su questo tema.

Durante l’annuale incontro con i benefattori, l’Ant ha ricordato le sfide, le attività e i successi ottenuti nel corso del 2018, con il fermo obiettivo di lottare contro il dolore e la solitudine.

Una innata capacità visionaria, di guardare oltre e di fissare lo sguardo verso l’innovazione, anche in ambiti che apparentemente potrebbero sembrare distanti dal socio-sanitario, ma che confermano la capacità innovativa degli Enti del non profit, per primi a leggere i bisogni dalla società.

Essi devono essere considerati soggetti attivi nel sistema di bene pubblico, e, dunque, non possono limitarsi a portare avanti solo il progetto per cui sono nati, ma devono sviluppare idee che testimonino il loro spirito innovativo, non limitandosi ad aspettare finanziamenti a fondo perduto. Gli Enti non profit devono essere capaci di dar vita a progetti virtuosi ai quali legare vere e proprie opportunità, aspirando ad avere un sempre maggior peso nella società.

Sono loro, infatti, ad essere realmente capaci di cogliere i bisogni, sollecitare il pubblico e cercare di andare sempre verso il bene comune. “Pretendere innovazione e misurare l’impatto sociale degli Enti non profit ha significato se e solo se esiste una stretta correlazione con gli altri attori della società: le aziende e il pubblico” sostiene la presidente Ant “Ognuno di questi attori deve funzionare da vaso comunicante con l’altro in termini di credibilità, know – how e sostenibilità dei progetti e delle idee e dei modelli. Solo così non ci potranno essere interruzioni di processo e obiettivi non condivisi”.



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