Sviluppo dell’emporio solidale

Sono sempre più ormai gli “empori solidali”, si tratta di speciali negozi destinati a persone che hanno reddito basso o vivono in uno stato di precarietà.

Una forma nuova di solidarietà che permette di restituire dignità agli ingenti e di sviluppare con eficacia un meccanismo volto a produrre benessere.

L’esperienza dell’Emilia Romagna rappresenta un importante esempio di come queste realtà si sviluppino e producano attorno a loro un considerevole valore.

Questa regione conta, infatti, il più alto numero di empori solidali in Italia. La ricerca realizzata dal Capp (Centro di analisi di politiche pubbliche) dell’università di Modena e Reggio Emilia, intitolata “Indagine valutativa su Portobello Emporio Sociale di Modena”, ha mostrato come l’emporio sociale di Modena, Portobello  (con oltre 190 voontari), copra circa il 40% delle spese per consumi familiari dei suoi utenti, aumentando il potere d’acquisto pari a circa 800 euro nei sei mesi di accesso e permettendo a metà delle famiglie beneficiarie di pagare le bollette arretrate. Ma l’operato dell’emporio non si esaurisce in questa attività, esso, infatti, sostiene anche la ricerca del lavoro, contribuendo allo sviluppo dell’inclusione sociale, incoraggiando stili di vita sani, l’attività di volontariato e migliorando lo stato d’animo dei beneficiari.

L’impatto sociale positivo al netto di tutti i costi grazie alla capacità di attivare volontari che producono benefici sia personali che per la collettività e dunque basandosi sulle proprie forze, crea inoltre valore attraverso la redistribuzione totale dei beni ricevuti. I ricercatori hanno dichiarato che “1 euro investito nel progetto Portobello rende almeno il quadruplo in termini di volontariato”: davvero un risultato considerevole.

Ad ulteriore conferma dell’importante ruolo assunto nella società, ad ottobre ottobre dello scorso anno è stato sottoscritto il “Protocollo per la valorizzazione della rete degli empori solidali Emilia-Romagna”, con Regione, Anci e CSVnet.

Sarebbe cosa buona e giusta se tutte le regioni si ispirassero a questa realtà!



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